Forse l’avrai notato, ma da quando c’è l’epidemia di Covid, la parola resilienza è sulla bocca di tutti a tutti i livelli (pure il Recovery Plan da presentare all’Europa alla fine è diventato Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).

Eppure, di resilienza aziendale si parla già da un po’ perché, per dirla con Forbes, «solo le aziende che hanno sviluppato capacità mirate per affrontare l’ambiguità e l’imprevedibilità potranno garantire business continuity e creare nuovi percorsi di crescita».

In altre parole, in un contesto sociale ed economico sempre più incerto, competitivo, turbolento e in rapida trasformazione non basta resistere, bisogna essere in grado di affrontare ogni cambiamento in maniera costruttiva, di fronteggiare situazioni imprevedibili e di persistere nei propri obiettivi nonostante le avversità (quali che siano). Appunto: bisogna essere resilienti.

Naturalmente, non si diventa resilienti dall’oggi al domani. Soprattutto non durante una pandemia mondiale. Si tratta di un processo, da avviare con anticipo, che coinvolge l’azienda nel suo complesso, i dipendenti e persino i clienti.

 Un’azienda è resiliente quando:

  • riesce a mettere in campo strategie condivise ed efficaci ed azioni di gruppo coordinate;
  • il management è flessibile, comprende il contesto, sa dialogare e favorire il confronto con/tra il team;
  • chi ci lavora capisce di fare parte di un gruppo coeso e si sente coinvolto nel progetto.

Quest’ultimo punto mi sta molto a cuore ed è particolarmente attuale, vista la situazione. Riguarda certamente il coronavirus, ma più in generale la gestione della fatica sui luoghi di lavoro e il benessere organizzativo in azienda.

Quando parlo di gestione della fatica non mi riferisco solo ai carichi di lavoro, ma anche alla fatica mentale, allo stress, alla noia di cui sono vittime le persone anche a causa di eventi esterni e che hanno ripercussioni serie sul loro rendimento lavorativo e persino sulla loro sicurezza. È senz’altro il caso, ad esempio, della pandemia da Covid 19: l’Oms ha coniato l’espressione pandemic fatigue per indicare atteggiamenti disfunzionali come la ridotta attuazione dei comportamenti protettivi e del rispetto delle regole, demotivazione, noncuranza, alienazione quali “naturali” conseguenze della stanchezza e dello stress (emotivo e/o economico) per una situazione che si protrae a lungo e di cui non si vede la fine.

Per benessere organizzativo intendo, invece, la capacità di un’azienda di promuovere e mantenere alto il benessere fisico e mentale dei propri dipendenti.

È un argomento di cui si discute già da tempi non sospetti (cioè da ben prima del coronavirus), perché diversi studi hanno dimostrato che più benessere organizzativo corrisponde a più efficienza, più produttività e persino ad una migliore reputazione aziendale.

I fattori che influenzano il benessere organizzativo sono diversi e riguardano la soddisfazione e motivazione di dipendenti e collaboratori; il loro coinvolgimento nelle decisioni; la creazione di team affiatati e coesi; e, in generale, un clima aziendale di collaborazione e fiducia.

Nel mondo di oggi, caotico e imprevedibile, nessun manager può ignorare questioni così importanti come la resilienza, le gestione della fatica e il benessere organizzativo se vuole dare un futuro solido alla propria azienda e reggere la sfida della competitività e della complessità del mercato.

Si tratta di obiettivi che non si raggiungono con uno schiocco di dita, ma implementando una strategia pensata ad hoc, in cui cruciale, come spiego in questo articolo [https://www.coachingandconsulting.it/2021/05/09/comunicare-bene-in-azienda-per-lavorare-meglio-e-vincere-le-sfide/, è la comunicazione interna.

Con l’aiuto di un coach, qualsiasi manager può riuscire a stimolare il senso di appartenenza di dipendenti e collaboratori e la condivisione dei valori aziendali, oltre a trattenere i propri talenti facendoli sentire apprezzati, motivandoli e stimolandoli. E dunque a migliorare il clima all’interno del luogo di lavoro.

Se non sai come fare, chiedi il mio aiuto: insieme possiamo rendere davvero resiliente la tua azienda.